Giocodanza

Giocodanza è un percorso di crescita attraverso un’attività ludica dove le componenti principali sono la creatività, l’immaginazione e tanta fantasia..

Il corpo, la voce e la musica diventano il mezzo per scoprire le potenzialità artistiche e creative del bambino; gli allievi ricevono gli strumenti necessari per stimolare l’immaginazione e la fantasia, elementi indispensabili alla creatività, regolando e disciplinando le loro capacita’ con libertà di espressione.

Cosi’, riscoprendosi, il bambino migliora l’autostima e diviene più consapevole e sicuro.

Il metodo prevede l’elaborazione di elementi importanti e basilari che vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, precisando che con questo termine si fa riferimento non al gioco ricreativo, ma educativo.

Si fa riferimento al termine educativo perchè vi sono delle regole da rispettare e contenuti precisi che sono gli elementi di base della Danza come la percezione corporea, la qualità del movimento, lo spazio e il tempo.

Grazie all’introduzione di esercizi-gioco, il bambino ha un approccio spontaneo con la Danza, perché è proprio attraverso l’eta’ ludica che egli esplora, conosce, per arrivare poi ad esplicare le sue capacita’.

Aspetti Psicologici

La Metodologia Propedeutica del Giocodanza® è un valido strumento per analizzare le competenze e le capacità che vengono sollecitate ed utilizzate dal bambino nell’esecuzione degli esercizi – giochi.

Questa metodologia è infatti estremamente innovativa nell’ambito della Propedeutica alla Danza.

Innanzitutto per il suo approccio pedagogico e perché sceglie di mettere il bambino al centro, quale soggetto-oggetto della formazione.

Soggetto: in quanto chiamato ad operare, ad agire, a compartecipare con consapevolezza alla lezione, attraverso le sue capacità in prima persona.

 

Oggetto: in quanto è su di lui che ricade tutta l’attenzione della maestra di danza, con particolare riferimento ai suoi anni, alle sue predisposizioni, ai suoi limiti e alle sue competenze.

Nell’ambito dell’insegnamento della propedeutica alla Danza spesso incontriamo più attenzione a quella che sarà la tecnica che non al soggetto a cui ci si rivolge.

Molti fallimenti, molti abbandoni della Scuola di Danza possono essere legati ad alcune difficoltà che l’insegnante incontra proprio coi bambini che iniziano il loro approccio alla Danza.

Sempre di più l’ambiente della Danza deve sforzarsi di riconoscere che l’insegnante non può essere solo un bravo “tecnico”, ma anche un bravo educatore, poiché interagisce proprio con l’essere in crescita nelle sue diverse fasi: dall’infanzia, alla preadolescenza, all’adolescenza.

Nessun bravo professionista si accinge a lavorare su un materiale che non conosce.

Il nostro materiale è l’essere umano nel suo periodo di sviluppo più delicato ed importante: sappiamo bene che le problematiche nate durante l’infanzia possono far sentire i loro esiti nella maturità.

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