Il Bilinguismo

Il perché dell’importanza della conoscenza dell’inglese già dalla scuola dell’infanzia, sta nell’ormai
conoscenza che l’apprendimento precoce è molto proficuo e stimolante; in una società in continua evoluzione, la lingua straniera assume infatti la dimensione di un progetto culturale ed educativo globale che investe lo sviluppo generale dell’individuo. Oltre ad arricchire lo sviluppo cognitivo, si fornirà un altro strumento di organizzazione delle conoscenze, si avvieranno i piccoli alunni alla comprensione di altre culture e di altri popoli. Nella nostra scuola dell’infanzia bilingue si mira a rendere i bambini consapevoli del mondo circostante (e quindi anche del linguaggio verbale e dei linguaggi in generale), il bambino & grave coinvolto in un processo consapevolizzante. Tuttavia il modo in cui apprende non è formale o esplicito. Apprende in maniera “naturale” e induttiva attraverso esperienze concrete, coinvolgenti e guidate che portano il bambino a scoprire e a notare, a capire e ad imparare a fare.
Per i nostri bambini saper parlare diverse lingue è una necessità, perchè arricchisce e dà la possibilità di esplorare il mondo, di diventare cittadini del mondo stesso! Un bambino bilingue è più consapevole di realtà e culture diverse, aperto e curioso verso le differenze culturali. Mentre in futuro essere bilingue potrebbe anche ampliare le sue possibilità di lavoro o aprirgli nuove strade, la conoscenza di lingue straniere e’ sempre più una condizione necessaria per il successo professionale.
Perchè aspettare con l’Inglese finchè il bambino parla bene l’Italiano? Prima cominci meglio è, i bambini fino 5 anni apprendono con una grandissima velocità e facilità. Se l’apprendimento viene fatto in compagnia di una persona cara come il genitore oppure la babysitter, i nonni etc, il bambino impara con grande velocità e confidenza di sè. In questo articolo vi faccio vedere due realtà dell’insegnamento dell’Inglese :

Qual è l’età giusta per cominciare a imparare una nuova lingua

Essere bilingui, però, è diverso dal parlare due lingue. Tutti possono impararne, semplicemente studiando, e l’apprendimento è direttamente proporzionale al tempo che si dedica al loro studio. Il bilinguismo, invece, è l’essere in grado di parlare utilizzando due sistemi linguistici diversi, in un certo senso intercambiabili. Quindi, se si desidera per i propri bimbi un futuro da bilingue, bisogna prepararli per tempo.

Tra i 3 e 7 anni l’apprendimento della lingua avviene infatti in modo intuitivo, mentre dopo i 7 anni l’apprendimento si trasforma, da intuitivo diviene deduttivo, e il bambino inizia una riflessione cosciente sulla lingua e sulla sua struttura, aiutato anche dalla scolarizzazione e dall’apprendimento della scrittura. Esiste sempre una lingua “prevalente” che di solito coincide con quella del paese in cui si vive, indipendentemente dalla lingua parlata dai genitori o in famiglia, poiché la componente sociale è determinante nell’apprendimento di qualsiasi lingua, non solo per un bisogno d’integrazione ma anche per il “tempo di esposizione” alla lingua stessa.

Il cervello processa in modo diverso la lingua a seconda dell’età in cui la acquisisce. Le lingue (o le singole parole) che si imparano presto nella vita stimolano l’attività temporale e la parte più uditiva del cervello e implicano una elaborazione più sensoriale. C’è un elemento meccanico-sensoriale che è tipico dell’apprendimento precoce delle lingue e non importa che sia una o più. E’ la ragione per cui i bilingui “sanno” che una certa costruzione è giusta o sbagliata ma non sanno spiegare perché.

Le parole (o le lingue) imparate in età più tarda, invece, attivano le regioni del lobo frontale e, quindi, comportano nel cervello un meccanismo più razionale. E’ questo il motivo per il quale usare una lingua studiata più tardi nella vita implica maggior fatica. In altre parole, anche quando si conosce una lingua bene, ma la si è appresa tardi, ci si stanca di più a parlarla. Insomma: il processo con cui si ha accesso alle parole (o alle lingue) cambia radicalmente a seconda dell’età della vita nella quale si è appresa quella data parola (o lingua).

Chi ha possesso di più lingue sin da bambino ha, sin da piccolo, più modi di pensare alla stessa cosa, senza dover tradurre la struttura di una lingua nell’altra. Il suono, l’accento e la grammatica sono tutti aspetti influenzati dall’età di acquisizione. Prima si acquisisce una lingua e prima tutti questi aspetti sono naturali. Lo stesso accade in altri domini: nello sport e nella musica, ad esempio, l’età di acquisizione è importante; le cose imparate prima lasciano un’impronta e vengono riprodotte con più facilità

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